Il cane nella piscina
May 9th, 2008
Anteprima Mondiale per questo testo mai rappresentato ed appena tradotto!
Per questa volta non recito ma sono comunque nella produzione di:
Il cane nella piscina
di Magali de Jonckheere
In scena i giorni 08-09-10 Maggio alle ore 21.15 e il giorno 11 Maggio alle 18.30
Con Gennaro Santo
Tecnico Audio-Luci: Raffaele Grieco
Musiche-Effetti-Grafica: Sidney Sacchi
Note sull’autrice:
Magali de Jonckheere è un’autrice e attrice francese. Si è formata artisticamente nello Studio Teatro di Jean-Luis Martin Barbaz. Lavora in teatro e nel cinema come attrice, ma evidenzia grande talento anche in altre discipline artistiche. Ha pubblicato un album musicale Neuf” moi”, di cui ha scritto e interpretato le canzoni.
Scrittrice di testi teatrali, predilige l’uso del monologo, trovando questo procedimento tecnico il più istintivo per lei. I personaggi del suo teatro si descrivono da soli, ma soprattutto raccontano ciò che passa nella loro testa, mettendo a nudo se stessi: la loro intimità e psicologia.
C’è nel suo lavoro una volontà di dare la parola, tramite la scrittura, a quei personaggi che nella vita reale restano in seconda fila, quelle persone che si fanno limitare dalla propria solitudine o dall’apparente banalità.
Note del regista:
Cosa succede nella mente di una persona sconvolta da un evento che cambia drammaticamente la sua vita?
La piéce di Magali de Jonckheere, “Il cane nella piscina” offre spunti di analisi e di riflessione su quello che può succedere a chiunque si trovi a vivere simili situazioni.
La cronaca attuale è ricca di episodi che raccontano di atti di crudeltà rivolti contro gli altri e contro se stessi, nell’ambito familiare. Tutto ciò è sempre avvenuto, ma la cosa inquietante è che tali azioni si riscontrano sempre di più in ambienti in cui il contesto sociale economico e culturale non dovrebbe influire in modo negativo. L’esasperazione dei silenzi, il non comunicare tra i componenti del nucleo familiare, il comprimere in se stessi la rabbia inespressa, la voglia di rivalsa per prepotenze patite realmente o solo ipotizzate tali, crea una miscela esplosiva che rischia di risolversi in atti di devastante violenza che addirittura il proprio subconscio tende a rifiutare e dimenticare.
Massimo Giuseppe Azzoni







